Simboli templari sulla porta della sagrestia nella pieve S. Maria ad Lamulas ad Arcidosso
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Arcidosso ed il mistero dei Templari

Arcidosso è uno dei borghi del monte Amiata legato alla misteriosa presenza dei Cavalieri Templari. Il borgo di Arcidosso è infatti ricco di simboli alchemici, molto utilizzati dall’Ordine di questi monaci soldato. Un alone di mistero ed un fitto interesse aleggia su di loro, principalmente a seguito della lettura del libro “Il Codice da Vinci” di Dan Brown, almeno per quanto mi riguarda.

Sono partita con Zoe alla volta della Maremma per scoprire di più riguardo questi simboli e l’Ordine dei Templari. Ringrazio il Comune di Arcidosso per aver organizzato un tour gratuito, dedicato alla scoperta delle storia e dei simboli templari insieme alla guida Fabiola Favilli.

Storia di Arcidosso e dei Templari

Attorno all’anno mille, Arcidosso apparteneva ad una delle famiglie più potenti del Medioevo: gli Aldobrandeschi. In quel tempo, il territorio maremmano, come gran parte dell’Europa, risultava pericoloso per le scorribande di pirati e briganti e si rendeva per tanto necessario proteggere sia la popolazione, sia i pellegrini in viaggio verso la Terrasanta.

L’ordine dei Templari, un ordine monastico di soldati, fu costituito proprio per proteggere le strade percorse dai pellegrini diretti verso la Terrasanta. Inizialmente l’ordine, con sede a Gerusalemme, era costituito da pochi cavalieri definiti “Poveri compagni d’armi di Cristo e del Tempio di Salomone” da cui poi il nome abbreviato in Templari. Ben presto l’Ordine dei Templari s’ingrandì e la loro protezione si estese alle principali vie percorse dai pellegrini, come ad esempio la Francigena.

Alcuni documenti parlano dell’esistenza dei Templari fin dal 1099. La prima approvazione dell’ordine pare si ebbe nel 1118, sotto il Regno di Baldovino I. Tuttavia il documento ufficiale, che sancisce la fondazione dell’Ordine, fu approvato nel concilio di Troyes nel 1128 e sembra che la Regola dell’Ordine sia ispirata agli scritti di Bernardo di Chiaravalle, monaco dell’ordine cistercense.

L’esatta localizzazione dei Templari sul territorio maremmano non è ben documentata, in quanto papa Innocenzo II, fedele a Bernardo di Chiaravalle, esonerava i templari dal pagare le tasse e dunque la loro presenza sui documenti amministrativi non si ritrova.

Croce patente

Tuttavia una serie di luoghi lungo le principali vie di comunicazione dell’epoca, presentano diversi simboli riconducibili ai templari. I simboli, in un’epoca in cui ben pochi conoscevano la scrittura, fornivano punti di riferimento per i pellegrini che potevano ricevere il messaggio di trovarsi, al sicuro e protetti, sulla strada giusta.

Luoghi in Maremma in cui si possono trovare simboli riconducibili alla presenza dei templari sono:
San Rabano ad Alberese, San Martino a Magliano, S. Pietro e Paolo a Sovana, nel borgo di Rocchette di Fazio, S. Salvatore ad Istia e ad Arcidosso.

Il principale simbolo identificativo dell’Ordine del tempio era la Croce patente a braccia uguali che si allargano alle estremità. Patente deriva dal latino “patentem” che significa allargato.

Una serie di altri simboli alchemici alludevano alla dottrina esoterica cosmologica dei Templari e si trovano ben distribuiti sugli edifici del borgo di Arcidosso e nella sua pieve di Santa Maria ad Lamulas.

Pieve di Santa Maria ad Lamulas

La pieve di Santa Maria di Lamula è una piccola chiesa di campagna, tra Montelaterone ed Arcidosso, costruita nel IX secolo come “stationes” locale dell’Abbazia di San Salvatore, importante punto di riferimento sulla via Francigena. Ben presto, però, divenne un centro religioso ed amministrativo della campagna circostante. Documenti testimoniano la presenza di un mercato ogni sabato.

La presenza dei Templari sul territorio potrebbe essere una ragione del fiorire dei mercati nella zona. I Cavalieri Templari rendendo le vie più sicure, facilitavano di fatto anche l’operato dei mercanti.

La mula testarda

Un aneddoto curioso lega il nome di questa Chiesa ad una leggenda. Si narra che alcuni banditi volessero rubare la statua della Madonna e per trasportarla si portarono una mula. La mula, tuttavia, si rifiutò di compiere il gesto e s’impuntò all’ingresso della chiesa lasciando delle impronte ancora ben evidenti.

Stile architettonico, incendio e ricostruzione

La chiesa originale, di stile romanico con tre navate, fu quasi completamente distrutta durante un incendio nel 1264. L’incendio fu probabilmente doloso per fini politici, il territorio era infatti conteso, a quel tempo, tra gli Aldobrandeschi e Siena.

Una iscrizione, in un pilastro della chiesa, testimonia la sua ricostruzione nel 1268 ad opera di Paganuccio. Nella ricostruzione molte strutture della precedente chiesa furono mantenute. Per questo, nella chiesa si possono osservare colonne di diverse tipologie: tonde e rettangolari.

Simbologia templare

Su una delle colonne a nord si può notare una decorazione con delle pietre nere disposte a spirale a mo’ di scala. Questa scala sembra essere un simbolo Templare e potrebbe riferirsi alla scala di Giacobbe, presente nell’Apocalisse: la scala per la salita al cielo.

Interno Pieve di S. Maria ad Lamulas
Interno Pieve e colonna bicroma con decorazione a scala

Potrebbero essere simboli dei Templari anche i diversi capitelli zoomorfi, ad esempio quello a forma di Lepre che simboleggia la fecondità, e la presenza di cavalieri che combattono contro belve.

Sull’architrave della porta laterale d’ingresso alla sagrestia, si può notare il simbolo più eclatante: una croce patente templare, assieme ad altri simboli quali, ad esempio, il fiore della vita con petali a multipli di 3, ovvero il nuemero della spiritualità, ed il nodo di Salomone, del cui tempio i Templari erano guardiani.

Simboli della festa pagana della pina ad Arcidosso
Simboli della festa pagana della pina

Le decorazioni delle finestre presentano una dentellatura, detta a dente di lupo, riconosciuta anche in altre strutture dove è stata ipotizzata la presenza dei Templari.

Altra simbologia, non necessariamente legata ai Templari, ma curiosa da riportare, è una decorazione associata alla festa pagana della “Pina”. La pigna innestata su di un’asta, simbolo fallico, viene regalata dai ragazzi alle ragazze e se la ragazza accetta il regalo, dona in cambio al ragazzo un dolce a forma di ciambella.

Borgo di Arcidosso

Facendo una passeggiata per il borgo di Arcidosso è impossibile non notare diversi simboli alchemici sugli edifici del borgo, sul Castello e nelle chiese come quella di San Leonardo.

Chiesa di San Leonardo

La chiesa di San Leonardo, si trova in una tipica piazza Medievale, punto d’incontro di diversi vicoli. Alla sinistra della chiesa si trova una canonica su cui spicca lo stemma dell’Abbazia di San Salvatore.

Di fianco alla canonica, si trova lo spedaletto, ovvero l’ostello in cui si offriva rifugio ai pellegrini. La porta originale si trova sul lato breve dell’edificio, sotto l’arco. Seppur murata, sull’architrave della porta si può notare il simbolo dell’Agnus Dei (un agnello con una croce), ovvero una rappresentazione simbolica di Cristo.

Sulla colonna portante del portale d’ingresso della Chiesa, sulla destra, ad altezza viso, si nota la croce patente templare.

In un vicolo dietro la chiesa, su una pietra d’angolo del muro, sotto i fili elettrici, si trova un’iscrizione, presumibilmente del 500, contenete molti simboli alchemici: un cerchio con un punto che simboleggia il sole ed un triangolo con la punta verso il basso che simboleggia l’acqua. Sullo stipite di una finestra, sull’altro lato dello stesso edificio troviamo invece il simbolo di un pesce ed una croce patente.

Via Talassese e Torre dell’Orologio

Via Talassese è una delle vie principali del borgo. Lungo la strada erano presenti diverse botteghe, ne sono testimonianza alcuni simboli sugli edifici, come, ad esempio, un ferro di cavallo sopra una ex-bottega di maniscalchi. Invece, sull’architrave di una finestra su questa strada, si può notare un cerchio con raggi, simbolo alchemico del sole.

Nel 1200 gli Aldobrandeschi costruirono Porta di mezzo come ingresso a via Talassese. Porta di mezzo fu poi rimodellata durante il dominio della Repubblica di Siena con l’aggiunta della Torre dell’orologio.

Nei pressi di Porta di mezzo, o meglio Torre dell’orologio, lungo via Talassese, si trova il palazzo Giovannini, casa di una delle famiglie particolarmente legate ai Medici. Per conferire prestigio all’edificio di questa importante famiglia, il portale è in Buniato a punta di diamante.

Un simbolo particolarmente importante in alchimia, si può notare nello stemma in pietra all’angolo dell’ edificio: una stella a sette punte, ovvero l’ eptagramma.

Stemma con simbolo dell'eptagramma
Stemma con eptagramma

L’eptagramma

L’eptagramma, in cosmologia rappresenta Venere. Tuttavia il numero sette è anche considerato il numero della perfezione, il numero della vita, dove la materia si fonde con lo spirito. Sette è anche il numero alchemico dei 7 elementi (aria, fuoco, acqua, terra, vita, luce e magia) e dei 7 pianeti (sole, luna, marte, mercurio, giove, venere e saturno).

Infine, bisogna ricordare che il sette anche in altre religioni viene considerato un numero particolare. Nell’alfabeto ebraico è simbolo di eternità. In India i sette chakra racchiudono l’energia vitale dell’Uomo, Gli antichi egizi lo consideravano il numero per eccellenza, legato alla perfezione e pertanto le piramidi si basano su questo numero.

Casualità, origini storiche in comune o semplici coincidenze simboliche? In ogni caso un alone di mistero aleggia su questi simboli e sull’Ordine dei Templari.

2 commenti

  • Gianni Bartolini

    Brava! Ulteriore dimostrazione, se ce ne fosse bisogno, che ci possiamo piacevolmente “perdere per il mondo” anche nel “cortile di casa”, l’Amiata poi è un vero scrigno di tesori. Vista questa tua visita di sapore mistico ad Arcidosso ti invito a proseguire il tuo cammino “turistico spirituale” partendo sempre da Arcidosso per arrivate al Monte Labbro (o Labro secondo alcuni) passando per il Piccolo Tibet, così da approfondire altri misticismi nati o “accasati” alle pendici dell’Amiata: Davide Lazzeretti detto il Santo Davide e il Buddismo tibetano……. buon viaggio

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